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“La reputazione della propria azienda non si conquista sui social, ma si consolida attraverso di essi”. L’analisi, efficace per brevità e chiarezza, è del marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga, che nella tenuta trentina a Borghetto all’Adige produce il vino leggendario San Leonardo, emblema dell’eleganza enologica italiana. Grande utilizzatore dei social, “perché quello che non è raccontato, non esiste, nemmeno nel mondo del vino”, Anselmo Guerrieri Gonzaga – sollecitato durante la diretta Instagram sul canale ufficiale di Vinitaly – dispensa qualche consiglio a quelle aziende vitivinicole che volessero esplorare il mondo dei social network e farne una voce di comunicazione immediata e in grado di dialogare con i millenial e le nuove generazioni.. “Non bisogna eccedere nei post, ma essere costanti nella comunicazione e coerenti: il messaggio che si vuole lanciare deve essere in linea con la filosofia aziendale – suggerisce -. Bisogna raccontare sui social la vita reale, senza finzioni, senza invenzioni, perché non pagano e, anzi, possono trasformarsi in un boomerang”… |
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Il futuro del vino secondo Massimo Gianolli ( La Collina dei Ciliegi) |
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Vino, ospitalità, ambiente, turismo e, naturalmente, finanza. È l’alchimia introdotta in Valpantena (Verona), da Massimo Gianolli, presidente e amministratore delegato de La Collina dei Ciliegi, realtà vitivinicola che nell’ultimo decennio ha investito circa 20 milioni di euro, introducendo soprattutto novità che denotano una vision non comune, finalizzata a sostenere la crescita di un territorio in chiave di marketing, sostenibilità, immagine. Molti ingredienti di questa ricetta sono figli dell’attività imprenditoriale che Gianolli – origini biellesi, ma radici ormai ben salde in provincia di Verona – porta avanti in parallelo, come amministratore delegato di Generalfinance. Nella Diretta Instagram sul canale ufficiale di Vinitaly, in particolare, Gianolli racconta l’avventura della Collina dei Ciliegi, che non è soltanto cantina, ma con competenze nell’ambito della ristorazione e accoglienza… |
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Ca’ del Sette: grazie a Vinitaly vendiamo in Cina |
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“Imparare il cinese e comunicare in maniera completa, semplice e molto rapidamente, sfruttando tutti gli strumenti digitali a disposizione, a partire dai QR Code o da WeChat, perché è bene tenere presente che i cinesi sono molto più evoluti di noi sul piano delle nuove tecnologie”. Sono alcuni consigli per vendere il vino oltre la Grande Muraglia, dove “l’80% è rappresentato dalla richiesta di vini rossi”. A dispensarli è Matteo Pontalto, vignaiolo eclettico e titolare insieme a Elisa Dian di Ca’ del Sette di Gambellara (Vicenza), con un’area di produzione fra le province di Verona e Vicenza e oltre 150 anni di storia. L’azienda è stata infatti fondata nel 1865. La missione cinese, iniziata grazie a Vinitaly, prosegue anche nelle prossime settimane, con la partecipazione a Wine2Asia, in programma a Shenzen il 20 e 21 novembre (all’Intercontinental Hotel)… |
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