
CAMMINA CAMMINA…
Fiabe d’Europa in figurina
corso Canalgrande, 103
I materiali esposti, più di 300, tutti conservati in museo, danno conto delle storie provenienti da Paesi diversi – la Germania dei fratelli Grimm, la Francia di Perrault, la Danimarca di Andersen – permettendo di riconoscere nella fiaba una delle radici su cui si è costruita la cultura europea.
Questa indagine si situa all’interno del progetto “Il ratto d’Europa”, una kermesse teatrale che propone alla città di Modena un’inchiesta intorno alle possibili origini dell’identità del Vecchio Continente.
Il titolo “Cammina cammina…” quindi, non è solo un omaggio alle ripetizioni tipiche della struttura narrativa fiabesca, ma un reale percorso che mette in luce i fondamenti archetipici che si sono poi diffusi, passo passo, da un Paese all’altro, dando forma ad un vocabolario comune.
Il percorso di mostra si snoda attraverso sezioni tematiche. Si comincia con ‘Il racconto’, il vero strumento di diffusione della fiaba che è circolata per secoli di bocca in bocca prima di essere fissata in forma scritta. Si continua con ‘I luoghi’, spazi dalla natura fortemente simbolici che proiettano nella concretezza della topografia le tappe dell’esistenza e le emozioni di chi li attraversa. ‘Le cose’, invece, si fanno emblema del difficile rapporto tra uomo e mondo esterno – lo specchio, il fuso e l’arcolaio, le scarpe e la corona – e dell’illusione di poter avere davvero il controllo del futuro. ‘Il destino’, fortuna e sciagura per l’uomo, delinea le mappe esistenziali degli uomini, senza negare mai, però, la necessità della scelta. Infine, ‘Le riletture’: una sezione dedicata al fiabesco, ossia l”ombra lunga’ della fiaba, in cui Cappuccetto Rosso intraprende strade nuove, in una successione di rifacimenti e parodie.
Ogni tema trova concreta dimostrazione nei materiali esposti, tra cui calendarietti da barbiere, cartoline, giornalini per ragazzi, fogli Epinal, figurine pop-up e numerosi album interamente dedicati alle fiabe, veri e propri libri illustrati, come quelli – preziosi e bellissimi – realizzati dalla ditta di cioccolato Stollwerck. Una menzione meritano le figurine Bon Marché: più grandi del comune, illustrate come trionfi di dettagli e colori, rappresentano un esempio felicissimo di sintesi iconografica.
Non solo: video e filmati dimostrano come la fiaba sia capace di contaminare altri spazi dell’immaginario. Scene di film come Psycho o Matrix sono figlie della costante capacità delle fiabe di produrre significati, mentre la pubblicità rinnova i racconti di fate plasmandoli alle esigenze dell’attualità.
Ogni sezione, che riflette la suddivisione di mostra, prevede alcuni suggerimenti bibliografici relativi a fiabe note e meno note, emblematiche del tema trattato e i cosiddetti ‘prolungamenti’, opere che non sono fiabe, ma ne hanno in qualche modo ereditato caratteristiche, temi, personaggi, significati.
Nella sala del Museo è possibile inoltre leggere e ascoltare fiabe note e meno note nell’Angolo del cantastorie, spazio dedicato a grandi e piccoli per riscoprire il fascino dei racconti di fate.











