
“Di quella umile Italia”
terza edizione di Dante 2021
Continua a Ravenna il percorso verso il settimo Centenario della morte di Dante Alighieri: dal 4 al 7 settembre negli spazi danteschi della città prende vita la terza edizione di “Dante 2021”, manifestazione voluta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca di Firenze.

- Antonio Paolucci
Quest’anno filo conduttore degli eventi che si svolgono tra gli antichi Chiostri Francescani e Piazza del Popolo, entrambi a pochi passi dalla tomba del Sommo Poeta, èla citazione dantesca “Di quella umile Italia” (Inferno, I, v. 106) e il contributo determinante di Dante all’identità della lingua e della cultura italiana.
Proprio questo determinare l’identità italiana fondamentale per la stessa identità culturale e morale dell’Europa affianca il progetto alla candidatura di Ravenna Capitale europea della cultura, rafforzandone le prospettive. Ed è proprio l’accezione “morale” che vuol richiamare quell’umile che, nel I canto dell’Inferno, nel contesto della cosiddetta “profezia del Veltro”, rappresenta non solo una ripresa virgiliana e un omaggio del Poeta all’autore prediletto, ma anche l’esigenza di un rinnovato spirito etico che liberi l’Italia dalla lupa della cupidigia e da tutti i vizi e peccati.

- Michele Placido
L’apertura di “Dante 2021” è affidata mercoledì 4 settembre nel pomeriggio ad un incontro in cui illustri studiosi come Carlo Ossola (filologo, critico letterario e docente di letterature moderne dell’Europa neolatina al prestigioso Collège de France di Parigi), Claudio Marazzini (titolare della cattedra di Storia della lingua italiana dell’Università del Piemonte Orientale) e Winfried Wehle raccontano l’importanza di Dante non solo per i loro studi ma per la loro vita. Di particolare rilievo la partecipazione di Wehle, presidente della Deutsche Dante-Gesellschaft, fondata più di venti anni prima dell’analoga Società Dantesca Italiana a testimonianza di come Dante sia stato e resti uno dei più ascoltati messaggeri dell’Italia e della cultura italiana nel mondo. I Chiostri francescani ospitano anche la mostra con le opere di Giovanni Breschi e Lorenzo Perrone create partendo da immagini di libri ‘di’ e ‘su’ Dante collocati nella Biblioteca Classense e nella Biblioteca del Centro Dantesco di Ravenna. Conclude la prima giornata di Festival il concerto per pianoforte di Michele Fedrigotti con musiche di Chopin strutturate in un programma che ne evidenzia gli aspetti di ricerca spirituale e ultramondani.

- Alessio Boni
Stessa struttura organizzativa anche per la seconda giornata: gli incontri pomeridiani nei Chiostri alla sera lasciano spazio in Piazza del Popolo un originale connubio tra musica e testo. Tra gli appuntamenti pomeridiani è da segnalare la tavola rotonda dedicata alla “Lingua italiana per oggi e per domani” con esperti, come il giornalista Paolo Attivissimo, e illustri rappresentanti dell’Accademia della Crusca, il più importante centro di studi sulla storia della lingua italiana e sulla realtà linguistica contemporanea. Alle 21,00 Alessio Boni e Marcello Prayer, attori entrambi orgogliosamente legati all’insegnamento di Orazio Costa e quindi alle letture dantesche, presentano un “concertato a due” sulla “Vita nuova”, appositamente realizzato per il Festival. Le parole del Poeta si inseriscono nellaperformance jazz del quartetto guidato da Steve Grossman, già sassofonista di Miles Davis e di altri grandi nomi del jazz. Con il musicista icona americana sul palco il pianista e compositore Kalman Olah, il contrabbassista János Egri e uno dei più originali percussionisti italiani, Piero Borri.
Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, il 6 settembre traendo spunto dal canto XI del Purgatorio, tratta di Dante e l’arte del suo tempo. Dall’episodio con Oderisi da Gubbio sembra che il senso dell’arte sia quello di un continuo sforzo a superarsi in nome di valori superiori al di là del successo del momento. Accompagna la conversazione la lettura di Amerigo Fontani.

- Steve Grossman
Nella giornata del venerdì in Piazza del Popolo due sono gli appuntamenti: nella prima parte della serata, Fondazione Cassa di Risparmio e Accademia della Crusca attribuiranno il premio “Dante Ravenna 2013” a Virginio Gazzolo, già interprete di spettacoli originali sul De vulgari eloquentia e Vita, costumi e studi di Dante, come li raccontò Giovanni Boccaccio, mentre nella seconda il cantautore Francesco Baccini conclude il festival con un concerto.
Ultimo appuntamento agli Antichi Chiostri Francescani, sabato 7 settembre, con Claudia Villa dell’Università di Bergamo che presenta una nuova interpretazione “politica” e sociale del peccato di Ser Brunetto Latini, il maestro di Dante. Nuovi chiaroscuri si applicano nella visione politica di Dante: ritorna quella Italia umile, libera dai vizi, che sta nel titolo del Festival. Accompagna con la sua lettura Sandro Lombardi, attore e scrittore più volte Premio Ubu. A seguire “Per Francesca e le altre” interludio musicale d’ispirazione medievale del Gruppo Zed. A chiudere la manifestazione un nuovo spettacolo creato appositamente da Michele Placido, “Quali colombe”, con il celebre attore a discutere dei temi d’amore danteschi sono il figlio Brenno e Linda Gennari.
Info
Progetto21 – Ravenna
Tel. 0544.35755 / 35404











