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Modena: Turrini ai Giardini Ducali, La Storia d’Italia cantando
Modena: Turrini ai Giardini Ducali, La Storia d’Italia cantando
| Pubblicato il 2 Ago 2013 in: festival | Commenti disabilitati su Modena: Turrini ai Giardini Ducali, La Storia d’Italia cantando   visualizzato 252 volte

Modena: Turrini ai Giardini Ducali, La Storia d’Italia cantando 
“La storia d’Italia cantando” ai Giardini Ducali“

Un giornalista scrittore che racconta, e due musiciste che eseguono dal vivo alcune tra le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana e hanno accompagnato le trasformazioni della nostra società e dei nostri stili di vita e modi di essere. Dalla canzone del Piave a “Ma l’amore no”, da “Papaveri e papere” a “Sapore di sale”, da “E penso a te” a “Vamos a la playa” e tanti altri brani.

Sono questi gli ingredienti dell’appuntamento a ingresso libero “La storia d’Italia… cantando”, in programma a Modena ai Giardini Ducali di corso Canalgrande venerdì 2 agosto alle 21.30, nell’ambito dell’Estate modenese.

Nella serata, il giornalista e scrittore modenese Leo Turrini, che è ideatore e autore del format, racconterà a modo suo la storia d’Italia dal ventennio fascista agli anni ’90 del ventesimo secolo, prendendo spunto dalle canzoni che hanno fatto epoca e che risuonano sempre vive nella memoria popolare di tutti gli italiani.

Si ascolteranno aneddoti, racconti di momenti di vita quotidiana, pezzi di storia che hanno lasciato il segno, narrati in modo brillante e non convenzionale da un Leo Turrini dissacrante. Il tutto accompagnato dalle note eseguite con raffinatezza ed eleganza da due artiste italiane, polistrumentiste e cantanti: Deborah Vico (voce, sassofono e pianoforte) e Rosa Sorice(voce, chitarra e batteria), che hanno selezionato e arrangiato alcune tra le canzoni italiane più amate di tutti i tempi.

Con disinvoltura e ironia, il viaggio inizia dall’epoca fascista per arrivare poi alla Resistenza e alla Repubblica Italiana; il percorso attraversa quindi i favolosi anni Cinquanta del “miracolo economico”, per arrivare all’Italia del boom degli anni Sessanta, soffermarsi poi negli “anni di piombo” e dei cantautori, gli anni Settanta, per arrivare, infine, agli Ottanta e Novanta, fra l’effimero, la plastica e la televisione.



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