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Island: new art from Ireland
Island: new art from Ireland
| Pubblicato il 10 Set 2013 in: Mostra | Commenti disabilitati su Island: new art from Ireland   visualizzato 231 volte

Island: new art from Ireland

Dal 20 giugno al 15 settembre in mostra alla Palazzina dei Giardini

Island, 2010. HD DVD projection, 8min 13sec loop, Black Polycotton Stretched over Plywood, 5m x 2m x 30mm (variable).

Dal 20 giugno alla Palazzina dei Giardini la Galleria Civica di Modena espone la mostra “Island. New Art from Ireland” curata dalla direttrice della Glucksman Gallery University College di Cork Fiona Kearney e finanziata con un contributo di Culture Ireland.

La collettiva – secondo step di una collaborazione internazionale che ha portato in Irlanda 80 fotografie selezionate dalla Raccolta di Fotografia della Galleria civica di Modena (The Artist’s Eye esposta fino al 7 luglio alla Glucksman) – presenta il lavoro di 5 artisti contemporanei residenti in Irlanda, una ventina di opere fra fotografie, dipinti, disegni, sculture, film, video e installazioni, realizzate a partire dal 2000, in un periodo cruciale per l’irlanda e per l’Europa nel corso del quale l’esuberanza e l’ottimismo per il nuovo millennio sono collassati nella crisi economica globale.

Gli artisti selezionati, Dorothy Cross, Damien Flood, Mark Garry, Martin Healy, Niamh O’Malley, sono stati chiamati ad indagare il tema dell’isola con particolare riferimento all’Irlanda, alla quale hanno guardato cogliendo aspetti diversi della cultura isolana, interrogandosi su come possa tornare a crescere e a fiorire in futuro.

La mostra si apre con Drift (2013), film di Mark Garry presentato in questa occasione in anteprima mondiale; l’artista presenta inoltre due sculture Where oil meets water e To say a psalm for now. Niamh O’Malley è presente con due disegni, il video dal titolo Island (2010), e una scultura appositamente realizzata per la mostra.

Martin Healy presenta scatti di archeologia industriale trattata dall’artista come se l’obiettivo fosse puntato su Dolmen e Menhir, Fata Morgana (2010), un’opera al neon che cita le coordinate di un’isola che non c’è a richiamare l’idea del miraggio e The Last Man, un film del 2011.

Dorothy Cross espone sculture e fotografie, Udder Chair una sedia che richiama i valori tradizionali della cultura isolana e Poll na bPeist (Wormhole) (2008), la fotografia di una vasca scavata vicino alla costa che si riempie come una piscina naturale con la marea.

Damien Flood indaga il tema dell’isola attraverso alcuni dipinti: Smoke Ring (2012), Dig (2012) Glass Mountain (2013), Sunflower (2012), Bench (2010) Cyclical Mountains (2011), Dome (2009). Queste opere dialogheranno con un dipinto di Paul Henry, celebre artista del XX secolo che ritrae dolci colline e cottage dal tetto di paglia tradizionali, una rappresentazione dell’immaginario popolare del paesaggio irlandese, e, al contempo, un ritratto della dura realtà della vita quotidiana delle comunità rurali povere.

Dorothy Cross, Damien Flood, Mark Garry, Martin Healy, Niamh O’Malley sono artisti che celebrano la bellezza d’Irlanda, rifiutando però di essere inquadrati in una cornice espressiva romantica. Sul loro lavoro è come se incombesse un’ombra.



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