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“Un sabato notte al museo”
“Un sabato notte al museo”
| Pubblicato il 7 Ago 2013 in: Mostra | Commenti disabilitati su “Un sabato notte al museo”   visualizzato 250 volte

“Un sabato notte al museo”, la Pinacoteca di Bologna aperta fino a mezzanotte

Da sabato 27 luglio 2013, e per ogni ultimo sabato del mese fino alla fine dell’anno, parte “Un sabato notte al museo”, progetto ideato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, che prevede l’apertura serale dalle 20:00 alle 24:00 dei luoghi d’eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche statali.
In particolare le aperture saranno assicurate per i musei fino a dicembre 2013, mentre per i siti archeologici fino a settembre 2013.

Anche la Pinacoteca nazionale di Bologna ha aderito al progetto e, dal 27 luglio al 28 dicembre, si potrà visitare in notturna.

Con la collaborazione della Direzione per la Valorizzazione il Ministero è riuscito a realizzare un progetto pilota che ha l’obiettivo di diventare un appuntamento stabile per rendere la fruizione della cultura più ampia possibile e per offrire ai turisti che visitano il nostro Paese un’opportunità indimenticabile.

Nella prima serata di apertura straordinaria della Pinacoteca Nazionale sarà presentato al pubblico il dipinto San Carlo Borromeo in preghiera, opera giovanile del Guercino proveniente dalla chiesa di San Biagio di Cento, danneggiata dal sisma del maggio 2012, che sarà ospite della Pinacoteca fino alla riapertura della sua sede originaria.
L’opera verrà presentata alle ore 21.00 da Franco Faranda, direttore della Pinacoteca di Bologna, in dialogo con Fausto Gozzi, direttore della Pinacoteca Civica di Cento.  A seguire il direttore della Pinacoteca di Bologna Franco Faranda rimarrà a disposizione per conversare con i visitatori davanti alle opere del museo e per guidare chi ne facesse richiesta – soprattutto non vedenti – nella lettura tattile del “San Giorgio e il drago” di Vitale da Bologna.

“Ho lavorato molto per questo progetto – ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray – che avvicina i nostri musei agli standard europei e intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza di questi luoghi, quali riferimenti essenziali per la promozione dei territori e dunque significativi veicoli di sviluppo economico. I cittadini e i turisti avranno la possibilità, fuori dai consueti orari di visita, di ammirare il patrimonio culturale dell’Italia”.

LA PINACOTECA NAZIONALE DI BOLOGNA. Ha sede nell’ex noviziato gesuita di Sant’Ignazio nel quartiere universitario. L’origine delle sue collezioni, essenzialmente frutto delle soppressioni e delle spoliazioni di chiese e conventi durante il periodo napoleonico, è però più antica, risalente ai primi decenni del XVIII secolo. Nel 1712 da un’idea del conte Luigi Ferdinando Marsili nasceva infatti l’auspicato “Istituto delle Scienze e delle Arti” con lo scopo di superare la vecchia struttura corporativa delle arti e rilanciare un’idea nuova e attiva del movimento delle Accademie che tanta forza aveva avuto in tutta Europa. Nel 1762 l’Istituto delle Scienze entrò in possesso di un primo nucleo di dipinti, destinati all’Accademia Clementina. Si trattava della cospicua donazione di Mons. Francesco Zambeccari: il nucleo iniziale da cui avranno seguito ed incremento le raccolte bolognesi.

 



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