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Meltin’ Tunnel!
Meltin’ Tunnel!
| Pubblicato il 17 Dic 2011 in: Tunnel | Commenti disabilitati su Meltin’ Tunnel!   visualizzato 315 volte

Descrizione
Domenica 18 Dicembre 2011…

MELTIN’ TUNNEL!

un momento di incontro, discussione e confronto sui temi della cittadinanza, della multiculturalità e dei diritti di tanti giovani nati da famiglie migranti a cui le nostre istituzioni non hanno ancora saputo o voluto riconoscere lo status di italiani e di cittadini.

L’iniziativa, organizzata dal Tunnel in collaborazione con l’assessorato alla coesione e sicurezza sociale del comune di Reggio Emilia, con il comitato provinciale dell’ARCI e con il Circolo ARCI GA3, inizierà alle ore 18 e vedrà la partecipazione di Giuseppe Faso, autore del libro “Lessico del razzismo democratico”, Massimo Zamboni e Giuseppe Caliceti, che si confronteranno sui temi della cittadinanza, dell’integrazione e delle relazioni interculturali, la serata sarà conclusa da una lettura di Massimo Zamboni.

Per tutta la durata dell’iniziativa sarà possibile firmare per la campagna “L’Italia sono anch’io”, finalizzata a conseguire il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i bambini nati nel nostro paese.

Programma:

Ore 18: presentazione dell’iniziativa e aperitivo con buffet

Ore 18.30: momento musicale a cura di un gruppo HIP HOP di quartiere

Ore 19: discussione con Giuseppe Faso, autore del libro “Lessico del razzismo democratico”, Giuseppe Caliceti e Massimo Zamboni,

Ore 20.30: intervento/lettura di Massimo Zamboni

Ore 20.45: Tunnel Dj set – Dj Miguelbaba

Giuseppe Faso, Lessico del razzismo democratico:

Nel nostro Paese il sentimento razzista si esprime ormai in espliciti e reiterati gesti di pura violenza da parte di singoli e gruppi contro cose e persone. Questi gesti sono stati preceduti dal lento covare di un silenzioso rancore. Ma col tempo il silenzio è esploso in un liberatorio vociare di gruppi che hanno coinvolto intere comunità. Il lento lavorio delle parole razziste e la loro messa in comunicazione, non solo nei grandi circuiti dei media, ma soprattutto in quelli del minuto transito quotidiano di massa (i bar, i mezzi pubblici di trasporto ecc.), crea i presupposti delle pratiche razziste. Ma la tesi di questo libro è molto più radicale e scandalosa. Accanto a un linguaggio razzista ignorante, esplicitamente sguaiato e volgare, ve ne è un altro più pericoloso ed efficace, quello colto e raffinato proprio di quegli intellettuali che fanno sfoggio di convinta democraticità. Nella loro produzione di linguaggio sono innestati i germi di un sottile razzismo che si insinua nel comune pensare e parlare della «gente comune». Questo è, per l’autore, l’operare del «razzismo dei colti». Ed è proprio da lì che si origina il senso e l’opinione che poi diventa convinzione assoluta di massa perché ammantata di una presunta oggettività, dei cosiddetti «dati di fatto».
L’autore, spaziando tra diverse discipline del sapere (sociologia, demografia, pedagogia e criminologia), passa impietosamente al setaccio proprio le strategie linguistiche e le retoriche utilizzate dai cosiddetti intellettuali democratici, estrapolando da esse, a mo’ di esempio, una serie di termini razzisti divenuti d’uso disinvolto e abituale nella discussione sui problemi dell’immigrazione. Come a dire che tra politici, giornalisti, ricercatori sociali, si è costruito lo straniero come pericolo pubblico, grazie a stereotipi gabellati come «dati di fatto» e sondaggi d’opinione guidati da formulazioni grottesche, adoperati come statistiche. Così, i luoghi comuni sono diventati fatti sociali, e addirittura categorie di analisi. È in questo modo che la diceria ha espulso la considerazione razionale dei fenomeni capace di orientarci verso una loro pacifica e quindi positiva soluzione.

AUTORE

Giuseppe Faso è nato nel 1947, in Puglia. Ha abitato in Sicilia e studiato a Milano; è poi vissuto a Venezia, a Bolzano e dal 1980 in Toscana. Ha insegnato nei licei. Nel 1989 ha iniziato un’attività di volontariato in «Africa insieme». Nel 1993 ha collaborato alla Carta d’intenti dei Comuni Toscani sulle politiche migratorie, nel 1995 è stato tra i fondatori della Rete Antirazzista. Si occupa soprattutto di accoglienza dei bambini non italofoni nelle scuole e dirige il Centro Interculturale Empolese-Valdelsa.



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