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Fotografia europea nel nome di Luigi Ghirri
Fotografia europea nel nome di Luigi Ghirri
| Pubblicato il 11 Apr 2014 in: Mostra | Commenti disabilitati su Fotografia europea nel nome di Luigi Ghirri   visualizzato 301 volte

Fotografia europea nel nome di Luigi Ghirri 1

 

REGGIO EMILIA – Sarà un’edizione di Fotografia Europea da non perdere, quella che in questo 2014 punta a  riempire la città  di appassionati per il nono anno consecutivo: l’obiettivo è ambizioso, e per raggiungerlo il Comune di Reggio Emilia, con il supporto di numerosi partner e sponsor, ha coinvolto artisti di altissimo livello, il cui prestigio si estende ben oltre i confini nazionali. Dedicata al tema “Vedere. Uno sguardo infinito” la nuova edizione del festival trasformerà Reggio Emilia in un palcoscenico internazionale per la fotografia moderna e contemporanea.

Inaugurazione dal 2 al 4 maggio
Grande soddisfazione nel presentare la nona edizione di Fotografia Europea nella Sinagoga di via dell’Aquila è stata espressa dall’assessore alla Cultura Giovanni Catellani: “Quello dal 2 al 4 maggio sarà un weekend di festa per la città e per la fotografia grazie a un festival che è diventato uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale e internazionale. È l’edizione più bella, incentrata quest’anno sul tema del vedere – uno sguardo infinito, magistralmente affrontato da Luigi Ghirri, la cui mostra rappresenta uno degli appuntamenti fondamentali; ma le esposizioni importantissime sono anche altre”. Duplice, il dato politico evidenziato da Catellani: la crescita di questa iniziativa “dal punto di vista della partecipazione: Fotografia Europea è nata con l’intento di portare in città il meglio della fotografia internazionale, è così è stato, ma è anche stata in grado di coinvolgere tantissimi cittadini nel circuito Off, a dimostrazione che la fotografia è uno strumento molto democratico che appassiona tutti e permette a tutti di esprimere la propria creatività”.

Otto fotografi della Magnum esporrano nel nuovo museo di palazzo San Francesco
L’inaugurazione – in concomitanza con l’avvio di Fotografia Europea – del nuovo museo di palazzo San Francesco, oggetto di un intervento di ristrutturazione firmato dall’architetto Italo Rota e destinato a diventare cuore pulsante della zona tra via Secchi e via Roma, è stato ricordato dall’assessore ai Progetti Speciali Mimmo Spadoni, che ha poi messo in luce uno dei punti di forza del festival: “Due anni dopo la nascita di Facebook e lo stesso anno di Twitter, in un’epoca di affermazione dei social network che fanno sì che in Rete ci siano 250 miliardi di immagini, Fotografia Europea è stata comunque capace di intercettare un bisogno di espressione e di diventare uno dei tratti distintivi della nostra cultura, a dimostrazione che lo spazio non è saturo”. Quest’anno la dimensione internazionale del festival è enfatizzata dalla presenza della storica agenzia fotografica Magnum, forte di un indiscusso prestigio in tutto il mondo: saranno proprio otto fotografi della Magnum a esporre nel nuovo spazio di via Secchi, per una mostra di grande importanza che Spadoni non ha mancato di citare. Tra le altre, l’assessore ha posto l’accento su Annarella benemerita soubrette / CCCP Fedeli alla Linea allestita nello Spazio Gerra, “una serie di immagini – ha detto l’assessore – che hanno anticipato modi in cui si è evoluta ed è cambiata la nostra società”.
L’intervento del direttore della Biblioteca Panizzi Giordano Gasparini ha posto l’accento sulla mostra di Luigi Ghirri, nata in collaborazione con il Comune e la Biblioteca Panizzi, presentata nel 2013 al Maxxi di Roma e curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio, che torna a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea suddivisa nelle tre sezioni tematiche Icone, Paesaggi, Architetture dopo due tappe di grandissimo successo in Brasile. Gasparini ha anche evidenziato la possibilità di ammirare una selezione di opere acquisite dal Comune nelle otto edizioni di Fotografia Europea e ora esposte in Biblioteca, un patrimonio straordinario di oltre novecento opere.

Ghirri e non solo
Figura di spicco sulla scena fotografica del secondo Novecento più volte citata dai relatori, Luigi Ghirri, scomparso nel 1992, è destinato a suscitare notevole interesse tra il pubblico, anche e soprattutto alla luce della grande mostra, già reduce dal recentissimo successo in Brasile, intitolata Pensare per immagini. Trecento scatti, menabò, libri, copertine di dischi, cartoline e riviste, utili a fornire un articolato ritratto di Ghirri seguendo il filo delle opere racchiuse nelle tre sezioni tematiche Icone, Paesaggi e Architetture, per ripercorrere così le tappe della sua profonda ricerca artistica e del suo ruolo di illuminato animatore culturale degli anni Settanta e Ottanta del Novecento.
Ghirri non è l’unico fotografo di punta di Fotografia Europea, che aprirà ufficialmente i battenti dal 2 al 4 maggio 2014 per restare aperta fino al 15 giugno: un’altra mostra imperdibile, che a Reggio Emilia sarà presentata in anteprima mondiale, è Divine Violence, estensione espositiva del volume Holy Bible di Adam Broomberg & Oliver Chanarin, incentrata sul tema del conflitto scandagliato utilizzando il rapporto tra parola e fotografia, a partire dalle annotazioni ritrovate su una Bibbia appartenuta a Bertolt Brecht. La coppia di artisti fotografi, oggi tra le più considerate a livello internazionale, ha setacciato le immagini dell’immenso Archive of Modern Conflict componendo un’opera che è al tempo stesso esplorazione della violenza e dell’assurdità della guerra attraverso i cliché della sua rappresentazione visiva. Il libro fotografico è poi protagonista anche di un’altra esposizione, intitolata Senza meta. Il libro come pensiero fotografico e composta da sessanta volumi d’autore in cui affermati artisti ripropongono l’idea del libro come luogo ideale di deposito del pensiero fotografico.
Altro nome di grande prestigio è la francese Sarah Moon, tra le maggiori fotografe di moda contemporanee, che oggi rivolge la sua attenzione a numerosi altri temi, dall’evanescenza, all’incerto, allo scorrere del tempo. Un prestigio, il suo, arrivato e costantemente cresciuto dagli ultimi decenni del Novecento in poi. Il suo impegno per Fotografia Europea si concretizza in una grande mostra Alchimies che  propone un viaggio attraverso i soggetti a lei più cari: nature morte, paesaggi, ritratti di animali o vegetali; scatti realizzati in circhi, zoo e musei di storia naturale, dall’Europa alla Cina fino alla Galerie de l’Evolution e al Jardin des Plantes di Parigi. L’artista sarà impegnata anche in una nuova produzione Journal de Voyage dedicata ai musei cittadini ed esposta a Palazzo San Francesco.



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